Adelphi Editore – 129 pp.

Oggi vorrei parlarvi del romanzo d’esordio di Julia Deck, una storia al limite del surreale e che per questo diventa verosimile, al punto che potrebbe accadere anche a te.

Scheda sintetica:

Punti di forza: Trama.

Punti di debolezza: Non pervenuti.

Destinazione ideale: Amanti del genere noir che vogliono scoprire una storia inedita.

INTRODUZIONE

Oggi desidero scrivere di un libro nel quale mi sono imbattuta grazie al post di la lettrice controcorrente che trovate qui su #instagram vi metto anche il link diretto del suo bel blog letterario. Anticipo che questo romanzo mi ha profondamente colpita: Viviane Élisabeth Fauville di Julia Deck ti resta sotto la pelle quando finisci di leggere. Malgrado questo innamoramento cercherò di mantenere un giudizio obiettivo.

Anticipo che si tratta di un noir che si allontana dagli schemi classici, dove la suspense è generata più dall’interpretazione degli eventi che dalla trama, qui invece è proprio l’intreccio nei vari passaggi temporali e dei punti di vista a creare una tensione che inchioda il lettore alle pagine. La storia inizia con un omicidio, ma è molto più di un giallo: è un viaggio nella mente di una donna, una donna insospettabilmente enigmatica e fragile. Ma andiamo con ordine.

TRAMA

La protagonista, Viviane Élisabeth Fauville, è una quarantenne appartenente all’alta borghesia. Responsabile della comunicazione per un’azienda edile e madre di una bambina; Viviane sta attraversando un periodo difficile dopo la separazione dal marito. Decide di iniziare un percorso di psicoanalisi con il dottor Jacques Sergent, ma le sedute non fanno che intensificare il suo malessere. Un pomeriggio di novembre, Viviane uccide il suo psicoanalista usando un coltello da cucina. Invece di essere arrestata, Viviane si ritrova a seguire le indagini della polizia, scoprendo una serie di altri sospettati, forse più motivati di lei. Decide di incontrarli, li intercetta scaltramente: la giovane Angèle, la vedova Gabrielle e il giovane, disturbato, Tony. Attraverso i suoi vagabondaggi in una Parigi insolita, il lettore viene immerso in un racconto dove il delirio della protagonista si mescola alla realtà. La narrazione è frammentata, con un’alternanza di prima, seconda e terza persona singolare e plurale, che riflettono la personalità complessa di Viviane.

RIFLESSIONI

Il romanzo si presenta come un’efficace analisi della psiche femminile. Viviane è una donna isolata, smarrita in una crisi esistenziale. La sua difficoltà nel comunicare è un paradosso, considerando il suo lavoro nel campo della comunicazione. Non sa più distinguere tra il suo io interiore e la vita reale, abita fasi alterne di un delirio che finisce con ingoiarla trascinandola in situazioni pericolose per se stessa e per la sua bambina.

Il libro esplora temi come la nevrosi, la solitudine e la difficoltà di comprendere sé stessi. La protagonista sembra quasi intenzionata ad alimentare i sospetti su di sé, conducendo un’indagine parallela a quella della polizia. La narrazione, che oscilla tra realtà e allucinazione, mette in discussione le certezze del lettore.

NOTA PARTICOLARE

Un aspetto unico di questo romanzo è l’uso di pronomi personali diversi per descrivere Viviane. Ogni pronome rappresenta una diversa sfaccettatura della sua personalità, a seconda del contesto in cui si trova. L’autrice ha dichiarato di aver voluto creare un personaggio “frammentato” e “multiplo”. La voce interiore di Viviane che si vivifica con la sua anima interrotta.

Un altro elemento distintivo è la precisione quasi maniacale con cui sono descritti i luoghi di Parigi. Si può parlare di una forma di “ancoraggio” della follia della protagonista in una dimensione spazio-temporale definita. Date e orari esatti si alternano a fasi in cui Viviane non ha percezione del tempo.

Gli oggetti e i luoghi sono trattati alla stregua di protagonisti: la casa della madre di Viviane che diventa un grembo che non può asciugarsi né essere ceduto. La sacca dei coltelli diventa arma e fagotto da cullare. Le ciabatte vecchie e gli abiti sofisticati. Il corpo che diventa altro da se, ferito, offeso e rinnegato: quasi per sentirne di nuovo la vita dentro.

Buona lettura!
Luciana

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Julia Deck è una scrittrice francese che ha fatto il suo esordio con Viviane Élisabeth Fauville. Il romanzo ha avuto un grande successo in Francia ed è stato tradotto in Italia da Adelphi.