Bottega Errante Edizioni, 176 pp. (17,00€)

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Con Infanzia triestina (Bottega Errante Edizioni, prefazione di Mary Barbara Tolusso), Pierluigi Sabatti ci conduce nel cuore di una delle pagine più delicate e spesso trascurate della storia italiana del Novecento. Un romanzo che sceglie di raccontare eventi complessi attraverso lo sguardo innocente di un bambino, capace di restituire tutta la confusione, la meraviglia e la contraddizione di quegli anni.

Il libro, che conta 169 pagine è un viaggio nella narrativa storica italiana contemporanea, capace di intrecciare memoria collettiva e dimensione privata.

Il 26 ottobre 1954: il ritorno di Trieste all’Italia

Il cuore della vicenda è fissato in una data precisa: 26 ottobre 1954, il giorno in cui terminò l’occupazione anglo-americana di Trieste e la città tornò ufficialmente sotto il tricolore.

In quella giornata di festa, migliaia di persone affollarono Piazza Unità per assistere all’arrivo delle navi e dei bersaglieri italiani. Ed è in questo contesto che incontriamo Ninetto, un bambino del quartiere popolare di San Giacomo, che reclama a gran voce:
«Ma io voglio venire a vedere l’Italia in Piazza Unità!»

Il padre lo rassicura con un sorriso e una promessa velata: «La vedrai, quando il tempo sarà più bello». Una frase che allude non soltanto al meteo, ma anche a un futuro di comprensione che va oltre la semplice euforia del momento.

Una città dalle molte voci

Attraverso la prospettiva di Ninetto, Sabatti racconta la multiculturalità di Trieste, città crocevia di popoli, lingue, religioni e tradizioni. Ogni pagina restituisce le mille sfaccettature di chi la abitava:

  • gli esuli fiumani, sospesi tra il passato e un futuro incerto;
  • i nostalgici dell’impero asburgico, legati all’ordine e al fermento culturale di un’altra epoca;
  • chi apprezzava il protettorato alleato, con le sue nuove libertà;
  • chi ricordava i mesi sotto Tito, segnati da repressione e paura.

L’uso del dialetto triestino, i doppi cognomi e i riferimenti al parlato quotidiano arricchiscono il tessuto narrativo, restituendo un realismo che avvicina il lettore a un passato non così remoto.

La Storia vista dagli occhi di un bambino

Per un bambino come Ninetto, la complessità della Storia si traduce spesso in mezze frasi, in spiegazioni sospese: «capirai quando sarai grande».
Ma mentre Trieste torna all’Italia, l’Istria passa alla Jugoslavia, aprendo ferite che obbligano intere famiglie a scegliere tra patria e terra natale.

Il romanzo mostra così come la grande Storia si innesti nella quotidianità: nel silenzio degli adulti, nei racconti frammentari, nei dubbi lasciati irrisolti. Una prospettiva che acquista pieno senso soltanto nell’ultimo capitolo, quando la voce narrante rilegge con consapevolezza quel giorno simbolico, scoprendo che la storia triestina è fatta di sfaccettature ancora oggi difficili da sanare.

Un’opera tra memoria e contemporaneità

Infanzia triestina non è soltanto un romanzo di formazione, ma una testimonianza letteraria che intreccia tragedia e commedia, memoria e identità. Sabatti ricostruisce un mosaico di voci, esperienze e sentimenti, ricordandoci che la Storia non è mai univoca: è fatta di contraddizioni, di nostalgie e di fratture mai del tutto rimarginate.

A settant’anni dal Memorandum di Londra e dal trattato di Osimo, questo libro apre ancora una volta lo sguardo su quanto il passato triestino continui a parlare al presente.

👉 Infanzia triestina è un romanzo che consiglio a chi ama la narrativa storica, ma anche a chi vuole comprendere meglio l’anima complessa di Trieste e il modo in cui la letteratura può dare voce a vicende collettive attraverso lo sguardo intimo di un bambino.

Chicca imperdibile il “Glossarietto” inserito alla fine con in corsivo le parole dialettali che vengono impiegate nel testo e la traduzione in italiano ma soprattutto le “Frasi idiomatiche”, per citarne una “So de che piè ch’el zota – so quale è la sua inclinazione” estremamente fruibile oggi come oggi!

Per chi fosse interessato lascio qui il link a un altro articolo sempre a tema storia di Trieste.