Einaudi Editore, 240 pp. (19,50โ‚ฌ)

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Dopo Quaranta e la sua Sindrome di Raebenson ecco che mi dedico a Lo sbilico, un altro libro che indaga la realtร  e la malattia e la loro concatenazione.

Il perturbante

Con Lo sbilico, pubblicato da Einaudi nel 2025, Pier Paolo Pierantozzi porta nella narrativa contemporanea italiana un testo radicale e perturbante, che affronta dallโ€™interno il tema del disagio psichico. Il romanzo si configura come un vero e proprio โ€œjournalโ€ della malattia, in cui lโ€™autore โ€“ egli stesso paziente psichiatrico โ€“ mette in scena, con estrema luciditร , la complessitร  di una condizione neurodivergente e bipolare.

Scrittore e protagonista. Assenza di trama.

Al centro della narrazione troviamo Alcide, quarantenne che vive tra una piccola cittadina abruzzese e Milano, assume sette farmaci al giorno e alterna momenti di apparente equilibrio a fasi di profonda disgregazione. La sua vita รจ scandita da rituali, allucinazioni, odori, riemergenze del passato e rapporti familiari ambivalenti. La figura della madre โ€“ segnata dalla malattia e da un lutto precoce โ€“ diventa insieme origine e argine della sua psicosi, cosรฌ come la nonna e il paesaggio dellโ€™infanzia rappresentano una fragile zona di conforto.

Un dialogo sotterraneo con David Foster Wallace

Tra le fonti letterarie che attraversano in filigrana Lo sbilico, il riferimento piรน evidente รจ quello a David Foster Wallace, esplicitamente evocato da Pierantozzi in alcune interviste e rintracciabile in numerosi passaggi del romanzo. Come in Infinite Jest, anche qui il disturbo psichico non รจ un accidente narrativo, ma la struttura stessa attraverso cui il mondo viene percepito, organizzato e โ€” quando va bene โ€” sopportato. Alcide, come i personaggi di Wallace, vive in una continua tensione tra ironia (ben poca purtroppo) e disperazione, iper-esposizione sensoriale e incapacitร  di โ€œreggereโ€ le normali dinamiche sociali. Ma ciรฒ che piรน accomuna i due autori รจ lโ€™ossessione per la precisione linguistica: la ricerca della parola giusta non รจ un esercizio stilistico, bensรฌ un tentativo etico di preservare la complessitร  dellโ€™esperienza senza ridurla a clichรฉ psico-emozionale. In questo senso, Lo sbilico puรฒ essere letto anche come una declinazione italiana del progetto wallaciano: usare la letteratura come strumento per esplorare la vulnerabilitร , senza compiacerla e senza glorificarla.

Anche ne Lo sbilico, uno degli elementi piรน significativi del romanzo รจ lโ€™ossessione per le parole: Alcide (e lโ€™autore con lui) va alla ricerca della parola esatta, come se la precisione linguistica potesse trattenere lโ€™instabilitร  del reale. In questo senso, lโ€™atto di nominare diventa una forma di resistenza alla dissoluzione e una modalitร  di funzionamento neurodivergente profondamente radicata.

La scrittura non รจ terapia. Anzi.

Sin dalle prime pagine risulta evidente che questo libro non ha alcuna funzione โ€œterapeuticaโ€. Pierantozzi lo dichiara apertamente: la scrittura non salva, anzi puรฒ riattivare il dolore piรน profondo. E tuttavia, proprio per questo, Lo sbilico possiede un valore politico e testimoniale: dare forma โ€“ e nome โ€“ a unโ€™esperienza altrimenti ineffabile.La prima idea del libro nasce da un articolo pubblicato sulla rivita Lucy: Fare palestra per non impazzire. Un articolo che utilizza un linguaggio poetico per plasmare una realtร  fatta di luce ed equilibri precari in cui ondeggia Pierantozzi, che si ingegna per individuare un equilibrio tra mondo esterno e quella che ne รจ la sua personalissima percezione. Una percezione ideale ma soprattutto fisica e dalla qule chi legge si sente giร  trasportato. Si tratta del seme iniziale di una nuova narrazione.

Il corpo come frontiera ultima della malattia

Uno degli aspetti piรน forti del romanzo รจ il modo in cui il corpo diventa il vero protagonista dellโ€™esperienza psichica. Alcide non รจ soltanto un soggetto โ€œmalatoโ€, ma un corpo continuamente sollecitato da farmaci, insonnie, tremori, effrazioni sensoriali. Nel testo il corpo รจ spesso rappresentato come edificio instabile, attraversato da forze invisibili, in modo quasi fenomenologico: cadute di tono, tachicardie, disorientamento percettivo vengono narrati non come sintomi clinici, ma come esperienze esistenziali.

Le terapie, la chimica e il fragile equilibrio dei dosaggi

Pierantozzi descrive con precisione la fatica quotidiana legata alla gestione farmacologica della patologia. Non ci sono slanci retorici: bastano poche gocce in piรน, un salto negli orari o un farmaco cambiato, e lโ€™equilibrio psichico crolla immediatamente. La chimica diventa cosรฌ un alleato necessario ma anche una presenza ingombrante, che scandisce e limita il tempo del vivere. Il romanzo restituisce bene questa dimensione, raramente rappresentata in letteratura, facendo emergere quanto il trattamento terapeutico sia complesso, individuale e tuttโ€™altro che risolutivo. Lo sbilico ci ricorda che โ€œprendere le proprie medicineโ€ non รจ un atto passivo, ma un impegno quotidiano pieno di rischi e conseguenze. Un gesto che rende il paziente consapevole, un gesto molto difficile da gestire che segna uno spartiacque tra il prima e il dopo, in un mentre in continua precaria evoluzione.

Neurodivergenza: risorsa, ostacolo?

Il testo mette a tema anche un aspetto spesso trascurato nel discorso pubblico: la neurodivergenza non come deficit o carenza, ma come struttura neuronale altra, con punti di forza cognitivi e schemi percettivi differenti da quelli considerati โ€œtipiciโ€. La follia โ€“ suggerisce lโ€™autore โ€“ non รจ un โ€œdi menoโ€, ma un โ€œqualcosa in piรนโ€, un eccesso di sensibilitร  che espone e insieme tutela.

Non meno importante รจ la critica rivolta alla societร  e al modo in cui vengono trattate le persone con disturbi psichici: da un lato idealizzate (la โ€œfollia genialeโ€), dallโ€™altro stigmatizzate o relegate ai margini. In questo senso, Lo sbilico interpella direttamente il lettore: non chiede compassione, ma un cambio di sguardo. E in questa richiesta sta la forza e la debolezza del testo.

Dal punto di vista stilistico, il romanzo รจ rigoroso e densissimo. La prosa รจ sorvegliata, ossessiva, tesa a nominare lโ€™innominabile attraverso un lessico scelto con cura quasi clinica. Non cโ€™รจ compiacimento nella sofferenza: cโ€™รจ precisione. E proprio attraverso questa precisione il testo riesce a generare un effetto di autenticitร  estremamente raro.

Una posizione problematica (e necessaria) sulla malattia

Pur nella sua forza testimoniale, il romanzo assume in alcuni passaggi una posizione quasi radicale, in cui la malattia viene descritta come esperienza che legittima qualsiasi disfunzione relazionale e rovescia ogni dovere etico. Lโ€™idea che chi soffre abbia il diritto di โ€œscombinareโ€ lโ€™equilibrio degli altri รจ una tesi che puรฒ risultare controversa โ€” soprattutto se si considerano le molte vite che vengono logorate proprio nel tentativo di assistere o reggere la sofferenza altrui. Pierantozzi sembra consapevole di questa ambiguitร , e proprio per questo il romanzo ha un forte valore di sensibilizzazione: invita a ripensare il modo in cui ci si rapporta alle persone fragili, ma nello stesso tempo problematizza il concetto di โ€œresponsabilitร โ€ quando si abita un territorio liminale come quello del disturbo psichico. La letteratura, dโ€™altronde, non deve confortare: deve aprire domande.

Conclusione

Lo sbilico รจ unโ€™opera letteraria di grande coraggio, che affronta la malattia psichica non come eccezione patologica, ma come parte costitutiva dellโ€™esperienza umana. Un libro necessario per chi รจ interessato alla neurodivergenza, alla psichiatria, ma anche al rapporto profondo tra linguaggio, dolore e identitร .

AUTORE:
Alcide Pierantozzi

Alcide Pierantozzi รจ nato nel 1985 e vive a Colonnella, in Abruzzo. Ha esordito a ventun anni con il romanzo Uno in diviso (Hacca 2006, Bompiani 2022), a cui sono seguiti L’uomo e il suo amore (Rizzoli 2008), Ivan il terribile (Rizzoli 2012), Tutte le strade portano a noi (Laterza 2015) e L’inconveniente di essere amati (Bompiani 2020). Per Einaudi ha pubblicato Lo sbilico (2025).