Minimum Fax, 128 pp (16.00โ‚ฌ)

American Dust, pubblicato nel 1982, appartiene alla stagione finale dellโ€™opera di Richard Brautigan, quando il successo dei primi libri รจ ormai alle spalle e la scrittura si fa piรน scarnificata, ossessiva, come se avesse smesso di inventare nuove strade per tornare invece, con precisione quasi crudele, sugli stessi punti. Leggere questo romanzo sapendo che lโ€™autore, nato nel 1935, morirร  suicida pochi anni dopo, e che al momento della pubblicazione conviveva con depressione e alcolismo, non serve a forzare una lettura biografica, ma contribuisce a collocare il testo in una zona di estrema luciditร . Qui la narrazione non procede per accumulo di eventi, bensรฌ per ritorni, ripetizioni, scarti minimi: ciรฒ che conta non รจ piรน lโ€™accadere degli eventi, ma il modo in cui la memoria li ripercorre, trasformando unโ€™estate dellโ€™infanzia in una traiettoria giร  segnata.

La forma del racconto lungo, o del romanzo breve, colloca American Dust in una dimensione ibrida che rispecchia perfettamente la materia narrata. La lingua si innerva di anafore che, a tratti, scandiscono il ritmo come una cantilena, a tratti assumono la cadenza di un racconto orale, quasi da falรฒ, e in altri momenti restituiscono al lettore la sensazione di una fissitร  ineluttabile. รˆ come se ogni frase, tornando su se stessa, ricordasse che da quella storia non si puรฒ uscire.

La fissitร  del destino รจ dichiarata fin dallโ€™inizio attraverso una prolessi netta: sappiamo che qualcosa di irreversibile accadrร . Il protagonista, un ragazzino di tredici anni, raccontato dalla voce adulta che รจ diventato, a un certo punto sparerร . Userร  un fucile, con bossoli calibro 22 acquistati in armeria. Nel dopoguerra americano รจ normale vedere un ragazzo che va in bicicletta con un fucile in spalla; poi lโ€™America sarebbe cambiata. La frase ritorna piรน volte, caricandosi di unโ€™ironia amara che รจ una delle cifre piรน potenti del romanzo. Lโ€™acquisto dei proiettili diventa lo spartiacque assoluto, il punto che la memoria continua a illuminare con una precisione quasi dolorosa: comprare un hamburger o comprare quei bossoli. Da quella scelta, sappiamo, si modificherร  il corso di una vita โ€” e non solo.

Intorno al ragazzo si muove una comunitร  stanca, indolente, ferita. Gli adulti portano addosso le cicatrici della Grande Depressione, elaborano strategie bizzarre e precarie per sopravvivere a ciรฒ che resta di un mondo giร  crollato. A questa crisi economica si sovrappone una crisi fisica, reale: le tempeste di sabbia che hanno coperto lโ€™America di polvere, spingendo alcuni a fuggire e altri a restare, a guardare partire chi se ne va e a covare risentimento. รˆ da qui che nasce il ritornello che attraversa il romanzo come un mantra: โ€œPrima che il vento si porti via questa polvereโ€ฆ polvere americanaโ€. Una formula che tiene insieme i frammenti del racconto e accompagna il lettore verso un epilogo che sappiamo fin dallโ€™inizio non potrร  offrire redenzione.

Vento e polvere diventano cosรฌ una metafora persistente: una patina che ricopre la realtร , la rende opaca, ma che non รจ destinata a durare. Tutto รจ in balia del vento e del tempo, che mutano le vite, le intenzioni, le condizioni in cui ci muoviamo nel mondo, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

Tra le figure che abitano questo paesaggio spiccano due personaggi memorabili, chiamati semplicemente Mร  e Pร . Il protagonista li osserva ogni sera sul lago dove va a pescare โ€” anche se la pesca, molto presto, diventa secondaria rispetto allโ€™atto di guardare. Come ogni grande scrittore, il ragazzo รจ prima di tutto un osservatore. Mร  e Pร  arrivano con un pulmino carico di mobili e vettovaglie, trasportano ogni giorno un divano fino alla riva, allestiscono un salotto allโ€™aperto, cucinano hamburger โ€” ancora loro, cibo uniforme e identitario โ€” pescano pesci che non mangeranno mai. Dai pochi scambi di battute, il protagonista ricostruisce pensieri, abitudini, possibilitร  di vita. Quella coppia rimarrร  per sempre nella sua immaginazione, come una scena mai del tutto decifrata.

Lโ€™altro incontro decisivo รจ quello con un vecchio che, secondo le leggende locali, si nutrirebbe del sangue dei bambini. Ma la curiositร  del protagonista รจ piรน forte della paura. Lo avvicina, lo conosce, ci stringe un rapporto che ha la fragilitร  delle alleanze infantili con gli anziani, e che si interromperร  bruscamente nel drammatico pomeriggio del meleto.

La vita ai margini emerge con forza anche nei rapporti con i coetanei e con la madre. Le scarpe da ginnastica, la raccolta delle bottiglie di vetro, lโ€™idea di costruire una forma embrionale di autosufficienza economica raccontano unโ€™infanzia segnata dalla mancanza, ma anche da una luciditร  precoce. Tutto รจ tratteggiato con un mezzo sorriso, una leggerezza apparente che non cancella lโ€™ansia costante per il destino del ragazzo โ€” destino che sappiamo coincidere, almeno in parte, con quello dello stesso Brautigan.

La forza di American Dust sta proprio qui: nel raccontare una piccola comunitร  e, insieme, un passaggio universale. Le disillusioni degli adulti si specchiano nelle speranze ancora grezze di un tredicenne che presto scoprirร  quel fischio โ€” reale e simbolico โ€” che segna la fine dellโ€™innocenza. Un suono che affina lโ€™udito e costringe a riconoscere una realtร  difficile da indossare, ma con la quale, volenti o nolenti, dobbiamo imparare a convivere.

Autore: Richard Brautigan

(Tacoma, Washington, 1935 – Bolinas, California, 1984) poeta e scrittore statunitense. Apprezzato dalla cultura underground per la tecnica innovativa dei suoi romanzi – Il generale immaginario (A confederate general from Big Sur, 1964), Pesca alla trota in America (Trout fishing in America, 1967, che conquistรฒ milioni di lettori raccontando un nostalgico pellegrinaggio alla ricerca di una natura incontaminata), Zucchero di cocomero (In Watermelon sugar, 1968, ambientato in una comune), La casa dei libri (The abortion: an historical romance, 1971) -, ha saputo fondere miti classici della tradizione americana con eroi del cinema e della televisione in un pastiche letterario iperrealista. Ha pubblicato anche Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon, 1977), Tokyo-Montana Express (The Tokyo-Montana Express, 1980, nt) e Il vento non spazzerร  via tutto (So the wind wonโ€™t blow it all away, 1982, nt). รˆ morto suicida.
Fonte biografia www.isbn.it